1968

Una foto capitata in mano per caso , quanti bei ricordi ! Come in un sogno rivivo quella splendida giornata di 51 anni fa …..
Allora avevo 21 anni ed ero una delle monitrici nella colonia estiva Olivetti di Brusson , in val d’Ayas . Quel giorno estivo , non uno dei tanti , è stato memorabile ! Abbiamo unito i bimbi della nostra colonia con quella Olivetti di Saint Jaques , 200 bimbi circa ,e , tutte/i noi con i due direttori , infermiere , guardie forestali e guide , abbiamo trasportato , con l’ovovia di Champoluc , ( ora non so se ci sia ancora ) , tutti i bimbi fino al suo arrivo al Crest ( 1975 m di altitudine ) . Di lì è iniziata la nostra camminata tra boschi di pini e larici . Abbiamo attraversato alpeggi ed anche i piedi del ghiacciaio di Verra : un’esperienza indimenticabile quella di passare tra rododendri in fiore , irrorati dall’acqua che scorreva dolcemente dallo scioglimento del ghiaccio ! Ci siamo immersi nel verde dei prati dall’erbetta corta tanto da parere muschio , ed abbiamo pure attraversato detriti morenici dai grandi massi ! Qui avevamo un po’ di timore di fare brutti incontri con qualche rettile che si godeva il sole … per fortuna non ne abbiamo visti ! E’ stata una camminata lunga , faticosa , ma bellissima ! I bambini eran felici , ognuno col proprio zaino ben fornito per la giornata : di tanto in tanto si faceva una piccola sosta per rifocillarsi , riprendere fiato e gustare la fresca acqua delle fontanelle degli alpeggi ! Quando finalmente siamo arrivati al Lago Blu abbiamo tirato un bel sospiro di sollievo , perché eravamo quasi giunti alla meta ed era andato tutto bene ! Siamo scesi a Saint Jaques quando ormai era sera inoltrata : i ragazzini della colonia omonima son tornati lì , mentre noi ci siamo accomodati esausti su comodi pullman che ci hanno riportati all’ovile ! Eravamo tutti stanchi , ma c’era tanta gioia che sprizzava dagli sguardi !
Son passati tanti anni , non sono più tornata in quei luoghi da moltissimo tempo : spero siano rimasti belli ed incontaminati come allora , chissà … spero non abbiano fatto la fine della splendida colonia di Brusson , costruita con la tecnica delle case finlandesi ! Abbandonata , è andata in rovina , da quando i magnati della finanza han disintegrato l’Olivetti ! A volte mi chiedo cosa direbbe Adriano Olivetti che aveva dedicato la propria vita ai suoi dipendenti ed alla sua azienda , con innovazioni e generosità ! A quei tempi , quando c’ero , non c’era già più , ma lo spirito con cui aveva fatto le sue opere era ancora vivido ! Un grande uomo , con scarso senso della finanza , ma si sa , chi sogna ed attua i propri sogni lo fa col cuore , senza badare al portafoglio !

 

Nella foto , con i miei ragazzini , in un breve riposo !

Ti penso ma non ti cerco

“…..Tu non mi pensi ed è giusto che sia così, ma lei, lei, la pensi?
E ti manca?
E ricordati che lei ti pensa, non lo sai, ma lei sa, perché ogni giorno io le parlo di te.
E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso ma non ti cerco, ma ricordati che forse un giorno lei ti cercherà!…..

Un fiore di loto nel cuore

Ti penso spesso e vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare nel tuo paese per cercarti.
Mi manca sapere chi sei.
Ma non ti cerco.
Non so dove sei.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Ne avevi quando l’aspettavi?
La volevi?
Tu sei stata la prima a vederla, ad annusarla, ad accarezzarla… tu sei stata la prima a ferirla…
Cosa ti ha spinta a lasciarla?
Hai avuto paura? Non per te, ma per lei…
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai altri figli? Hai una vita? Come fai a vivere sapendo che lei c’è, che esiste …
Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non so da che parte cominciare.
A dire il vero non so nemmeno se sia giusto cercarti, non per rispetto nei tuoi confronti, ma perché non spetta a me farlo bensì a lei.
Ed allora ogni tanto mi capita di osservare delle sconosciute e di…

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Primo incontro

Questo non è un sogno ! Sono le riflessioni di una mamma adottiva , mia figlia , ora , dopo un po’ di anni dal momento dell’incontro con il piccolo tesoro che le è stato affidato ! Una gioia immensa che in quel momento per la piccola era tutt’altro ! Grazie dal mio cuore di mamma e nonna : mi avete fatto il dono meraviglioso di un Amore incommensurabile !

Un fiore di loto nel cuore

E mentre guardiamo la
fotografia del nostro primo incontro tu, con la più assoluta e
disarmante spontaneità, osservi e mi chiedi: “Come mai mamma, se
tu eri felice, io piangevo?”.

Può la felicità essere
fuori luogo?

Si!

Eccome!

In quel contesto era una
felicità solo mia ed è per questo che ho preferito spiegarti il
motivo della tua tristezza.

Ti ho detto la verità,
ti ho detto che piangevi perché eri spaventata, perché non ci
conoscevi, perché piangere era il tuo modo per chiedere aiuto, dato
che eri piccola e non capivi quello che ti stava succedendo.

Forse avrei dovuto
raccontarti di quando, in viaggio verso il paese che ti ha dato i
natali, ci fermammo davanti all’Istituto e, per risparmiartene la
vista, tirai la tendina del pullman.

Mi spostasti la mano e
nel guardare fuori dal finestrino, riconoscendo il posto, cominciasti
a piangere chiamando “mamma, MAMMA!” riferendoti ovviamente alla

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